Come la scorsa settimana, vi segnalo alcuni articoli interessanti trovati sul web.
La festa è finita, di Left Wing
http://bit.ly/eF03Yo
La vicenda politica di Silvio Berlusconi è chiusa, ma il problema della sua enorme influenza sulla politica resterà aperto ancora a lungo. Attraverso il partito che ha fondato e gli uomini che ha promosso, attraverso televisioni, giornali e settimanali, attraverso le gigantesche risorse economiche di cui dispone, Berlusconi continuerà a esercitare un ruolo nella vita politica italiana, e un ruolo non secondario. Con la sua uscita di scena svaniscono i falsi problemi (l’idea di una legge sul conflitto d’interessi che potesse in qualche modo impedirgli di presentarsi alle elezioni), ma restano i problemi veri: la debolezza e la permeabilità delle istituzioni democratiche dinanzi al sistema finanziario, che controlla i mezzi di comunicazione, attraverso i quali non si accontenta di orientare le inchieste della magistratura (premiando o punendo i pubblici ministeri con la notorietà o con il silenzio, con le campagne di stampa a sostegno o contro le loro tesi), ma pretende di dettare la linea ai partiti e di sceglierne persino i leader. Sono problemi che in una certa misura riguardano tutte le democrazie occidentali, ma che in Italia quella “misura” hanno superato da tempo.
Il Confronto sulle donne e la manifestazione del 13 febbraio, di Lucia Palmerini
http://linedrive.wordpress.com/2011/02/13/866/
Io non ci sto. Io non mi faccio strumentalizzare, non mi schiero contro chi utilizza la sua vita diversamente da me e soprattutto non condanno o giudico chi si comporta in maniera diversa; e mi fa orrore, impressione, terrore sapere e constatare che delle donne condannino dei comportamenti e mostrino invece quali debbano essere quelli da tenere. Mi fa schifo sapere che per Irene Tinagli, possibile futura candidata primo ministro per il PD, una donna debba essere “femminile ma non seduttiva, perché chi si presenta in autoreggente lo fa non solo perché gli uomini la vogliono così, ma anche perché è insicura”.
Chi ha paura dei Fratelli musulmani, di Tariq Ramadan
http://bit.ly/gP96pR
Quando sono cominciate le manifestazioni di massa in Tunisia, chi avrebbe immaginato che il regime di Zine el Abidine Ben Ali sarebbe crollato così rapidamente?
E chi avrebbe potuto prevedere che subito dopo anche l’Egitto sarebbe stato scosso da una protesta popolare senza precedenti? È crollato un muro e niente sarà più come prima. È molto probabile che, considerata l’importanza simbolica dell’Egitto, altri paesi seguiranno il suo esempio. Ma quale ruolo giocheranno gli islamisti dopo la caduta di queste dittature?
Accordi Fiat, il sì al ricatto non salverà gli operai italiani, di Guido Viale
http://bit.ly/dMZcg9
Nessuno si è chiesto che cosa sarebbe successo se a Mirafiori avessero vinto i no. Non è una domanda peregrina; in fin dei conti i sì hanno vinto per pochi voti. Se avessero vinto i no, Marchionne, i sindacati gialli (Cisl, Uil, Fismic e compagnia) e Sacconi (in rappresentanza di un governo che non esiste più) avrebbero subito uno smacco ancora maggiore; ma nei fatti non sarebbe successo niente di diverso da quello che accadrà.
Debian 6 “Squeeze”: intervista a Stefano Zacchiroli, di Italo Vignoli
http://bit.ly/g9iDqk
Debian è una distribuzione “leggendaria” perché costituisce la base per molte alte distribuzioni, e alla fine rappresenta una grossa fetta del mondo GNU/Linux. Come fa una comunità di volontari a mantenere uno standard di qualità così elevato? È una domanda che si pongono molte persone esterne alla comunità, che non riescono a comprendere com’è possibile che un gruppo “sparso” di volontari riesca a fare meglio, in termini di qualità e sicurezza, rispetto a una grande azienda.










