Come diventare una cantante/musicista di successo in 4 semplici passi
2 commenti martedì 5 luglio 2011, ore 15:55Questo è il primo tutorial (nonché l’unico originale!) che permetterà a tutti di diventare cantanti e/o musicisti (non ce ne frega nulla della differenza) di successo senza sapere nulla di musica, strumenti musicali, note musicali, canto, intonazione e tutte queste scocciature qui, visto che ormai nel ventunesimo secolo non sono più strettamente indispensabili per diventare artisti e soprattutto idoli delle teenager.
Non ci sono particolari requisiti propedeutici per affrontare il tutorial. Anzi, originalità e pretese moralmente valide potrebbero persino esservi di ostacolo nello svolgimento del tutorial: quindi meno avete, meglio è.
Uniche eccezioni: se avete un bel po’ di faccia tosta e/o faccia di tolla sarete avvantaggiati nell’impresa; infine, vi servirà necessariamente un dizionario (no, tranquilli, non per imparare la lingua).
Prima di cominciare ci sono due cose che dovete sapere:
- la maggioranza della gente ha un pessimo orecchio musicale, una pessima memoria e/o una pessima capacità associativa. Questo è molto importante, visto che il grosso del lavoro che andremo a realizzare può essere sintetizzato come “plagio”;
- la maggioranza delle gente è stupida e/o ignorante. Questa non è una novità. La novità è che la maggioranza di questi (la maggioranza della maggioranza) è consapevole della propria stupidità e/o ignoranza. Vedremo più in là come questo ci tornerà utile.
Cominciamo subito:
- sceglietevi una band. Non ne scegliete una che fa sul serio, perché se dobbiamo star qui a rielaborare musica e testi seri facciamo prima a comporli da zero e il gioco non vale la candela. Insomma, rischiereste di finire come Salieri.
Scegliete invece una di quelle band la cui musica sia sulla falsariga dei jingle pubblicitari, con un unico ritornello che si ripete costantemente per tutta la durata dell’esecuzione, intervallato giusto da qualche effetto computerizzato per non essere esageratamente sfacciati e destare troppi sospetti. A proposito di computer: meno strumenti suonano e ovviamente meglio è. La sfacchinata del suonare per davvero lasciamola al computer, che è meglio.
Oltre la musica, la band scelta dovrebbe comporre testi che non significano assolutamente niente, con accenni qua e là a false figure retoriche che danno l’impressione, al contrario, che si tratti di un testo quasi poetico. Va benissimo una di quelle band i cui testi sembrano lo stream of consciousness (messo nero su bianco) di un ottantenne malato di alzheimer, che oggi vanno tanto di moda e quindi avrete anche l’imbarazzo della scelta. Ad esempio, i Baustelle vanno benissimo; - dovete modificare un po’ la musica, altrimenti vi scoprono subito. Non so: cambiate la scala musicale (se proprio sapete qualcosa di musica, altrimenti fatevi aiutare da un amico), aggiungete altri effetti computerizzati (non sono mai abbastanza), rimuovete qualche strumento “vero” (sono sempre troppi), mischiate ritornelli di canzoni diverse (tanto la base da cui sono stati creati è sempre la stessa, dovrebbero “incastrarsi” senza troppe difficoltà). Insomma: fate un cazzo di qualcosa affinché la musica sembri non dico diversa, ma almeno non proprio la stessa.
Vale ovviamente quanto già accennato al punto precedente: se avete la pretesa di comporre musica per davvero, iscrivetevi al conservatorio, che è meglio; - dovete (purtroppo) modificare anche i testi. Questo è un passaggio oggettivamente più semplice, perché in genere è possibile persino (persino!) riscrivere interamente il testo, proprio da zero. L’esempio dei Baustelle non è casuale: pensate a delle frasi qualsiasi. Non importa quali. Se avete difficoltà, aprite un dizionario (ecco a cosa serviva…) a una pagina a caso, puntate il dito su una parola a caso e da lì costruite la prima frase che vi viene in mente. Poi ordinatele, anche nell’ordine in cui le avete pensate. Non è un problema se queste frasi, ordinate una dopo l’altra, vi sembreranno sconnesse tra loro; basta che le frasi in sé, decontestualizzate, siano di senso compiuto.
Qui entra in gioco quanto ho spiegato alla seconda premessa: la gente è stupida e/o ignorante e quindi non capirà nulla del vostro testo (d’altronde non c’è nulla da capire…). Però – e abbiamo detto anche questo – è anche consapevole della propria ignoranza/stupidità e questo la indurrà a pensare che magari il testo è in realtà una grande metafora della vita, che nasconde significati profondissimi e non facilmente afferrabili dai comuni mortali. La indurrà a pensare, in definitiva, che è solo per via della loro stupidità/ignoranza che il testo sembra senza alcun senso (come invece è). Tanto, dopo aver affrontato per la prima e unica volta questo aspetto controverso della vostra composizione, non ci penseranno mai più.
Se poi volete proprio esagerare, arricchite il testo con qualche intercalare o qualche monosillabo (qualcuno ci ha persino costruito un’intera carriera con questo metodo. Ad esempio Vasco Rossi); se invece volete proprio dare il meglio di voi stessi, inserite frasi fatte, detti e luoghi comuni, proverbi et similia, che in fondo sono tutti la stessa cosa (qualcuno ci ha persino costruito un’intera carriera con questo metodo. Ad esempio Ligabue).
Infine, potreste cercare di inserire parole per così dire “giovanili”, come “Facebook”, “blog”, “internet”, “scooter”, “ipod” e altre cose così, che di norma attirano automaticamente (e per ragioni assolutamente oscure) appunto “i giovani”. Evitate accenni a droga, fumo, alcool, sesso e violenza, onde evitare di ritrovarvi contro genitori e associazioni cattoliche (entrambi pericolosissimi per il nostro successo); - la copertina dell’album è la cosa più importante. Fin qui abbiamo poggiato le basi per la realizzazione di un vero e proprio successo musicale, ma non servirebbe a nulla se poi la gente scarica la nostra opera (per modo di dire…) dal mulo o la ascolta su Youtube. Dobbiamo convincerla a comprare l’intero l’album al negozio (se doveste mai riuscire a completare persino un album…) e quindi a darci i soldi, altrimenti non diventeremo mai ricchi (ci arriveremo invece un po’ alla volta, se seguite correttamente questo tutorial).
Selezionando casualmente un’altra e ultima parola dal dizionario, andate su Google immagini, inserite la parola e avviate la ricerca. Scorrete i risultati, scorrete, scorrete, scorrete fin quando non trovate un’immagine (capirete al volo qual è quella giusta) un po’ strana, un po’ criptica, con quel non so che di enigmatico e misterioso e che francamente per voi non significherà un cazzo. Ecco, quella è l’immagine giusta.
Altrimenti, se proprio non potete fare a meno di quel barlume di originalità (o stimolo all’originalità) di cui il creatore vi ha pietosamente dotati, allora fatevela voi una foto. Le regole anche qui sono semplici e poche, più o meno le stesse: pose indecifrabili, inquadrature alternative (alternative – per così dire – agli standard della fotografia. Diciamo semplicemente “errate”), oggetti inutili e al posto sbagliato, ecc. ecc.
Se avete seguito correttamente i quattro punti, state sicuri che il successo non tarderà ad arrivare.
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(06/07/2011, 12:23)
Come scrivere un post di merda per riconoscersi intelligenti almeno un giorno nella vita:
1)prendete argomenti futili di cui sentite parlare spesso, ponete il vostro punto di vista come il più giusto distinguendo le persone in quasi tutti stupidi e pochi intelligenti, non dimenticando di sottolineare la vostra appartenenza al secondo gruppo.
2) trattate gli argomenti con una superficialità tale da convincere prima di tutto voi stessi delle ragioni affrontate, ponete l’accento sui significati mancanti che funziona sempre: la gente intelligente a cui ovviamente vi rivolgete avrà così il giustissimo atteggiamento critico verso ogni cosa: “che cazzo significa?”
3)Considerando che siete a casa seduti a criticare qualcosa che ritenete stupido siate ben attenti a non impegnare minimamente le vostre rarissime doti intellettive per non rischiare la sorte di quel tale che andando con lo zoppo finì per zoppicare.
4) Non dimenticate la critica all’ambito fotografico, una questione fondamentale al giorno d’oggi. Non dimenticate soprattutto, nel caso doveste avere una raccolta foto su flickr, di nascondere il link dello spazio virtuale dove tenete le foto. Le vostre tesi infatti potrebbero inevitabilmente cadere una ad uno una volta visualizzate le vostre immagini.
5) Considerado che le teorie di cui vi vantate servono a voi stessi e a nessun altro e che molto probabilmente (la gente è stupida si sa) verranno attaccate ingiustamente, evitate di renderle pubbliche. Il vostro post sarà ancora più accattivante una volta che potete leggerlo solo voi.
La moderazione dei commenti poi è la paraculata per eccellenza. Se questo commento non dovesse comparire è perchè sei troppo intelligente, lo so.
(06/07/2011, 12:29)
Ciao Piergiorgio,
non c’è nessuna moderazione dei commenti. E il link al mio account Flickr è in bellavista sia sulla barra superiore, sia con un bottone su quella laterale.
Ciao! ;-)