Il braccio violento della legge, di Benny Calasanzio
http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-braccio-violento-della-legge/
Recensione de La pena di morte italiana, di Samanta Di Persio.

Minacce, torture, pestaggi e omicidi: se il 51% degli italiani fosse a conoscenza di quel che avviene nelle nostre carceri forse ci sarebbero meno solidarietà e rispetto per i carnefici e più per le vittime; esse, seppur detenute, non meritano certo macellerie messicane, se è vero come è vero che l’unico fine della pena è la rieducazione. Oppure, se vi pare, meglio evitare retorica e sentimentalismi ed introdurla, questa pena di morte: abbiamo già, e questa è cronaca giudiziaria, validi boia specializzati con lo stipendio già assicurato.

Conservation International’s top 20 surprising species – in pictures
http://www.guardian.co.uk/environment/gallery/2011/apr/27/conservation-international-top-20-surprising-species
Il Guardian riporta le foto dei venti animali più “sorprendenti dal punto di vista biologico, unici o minacciati”.

I giovani soffrono in silenzio, di Juan Antonio Aunión
http://www.presseurop.eu/it/content/article/620981-i-giovani-soffrono-silenzio

Una cosa è certa: almeno una parte dei ragazzi spagnoli – la “gioventù più istruita” della storia che “vivrà peggio dei propri genitori”, come la definiscono i manifesti – è scesa in strada seguendo l’invito di Stéphane Hessel, novantatreenne attivista francese autore del libro Indignatevi!.
Qualunque sia la reazione al movimento di protesta – paura, rifiuto, paternalismo, comprensione, adesione – è facile capire le ragioni del malcontento dei giovani spagnoli: un decennio di precarietà professionale (se non di disoccupazione galoppante), di sopravvivenza con soli mille euro al mese, di eccesso di laureati iperqualificati e di difficoltà (per non dire impossibilità) nel trovare un alloggio.

Riformare per non cambiare, di Thorsten Knuf
http://www.presseurop.eu/it/content/article/623891-riformare-non-cambiare

La modifica del trattato sulla libertà di circolazione chiesta da Francia e Italia sembra aver ottenuto il sostegno dell’Europa. Ma si tratta di una misura di facciata che non farà niente per risolvere i problemi legati all’immigrazione.

Certificato di nascita e razzismo, di Alexander Stille
http://stille.blogautore.repubblica.it/2011/05/01/certificato-di-nascita-e-razzismo/

Nonostante l’assenza totale di prove – e il giudizio di molti commentatori di destra che hanno definito i birthers dei matti – di recente il 45% degli elettori repubblicani si è detto certo che Obama sia nato all’estero, mentre il 22% non è sicuro che sia originario del nostro Paese. Quindi, solo un terzo dei Repubblicani crede che Obama sia un americano a pieno titolo e ricopra legalmente la carica di presidente.
A parte questo aspetto post-moderno e post-fattuale, è da esaminare un altro fattore: l’ombra del razzismo. La forte convinzione dei birthers che Obama non sia un presidente legittimo nasce in parte dalla fatica di accettare un presidente nero.

Chi vuole far soldi con l’acqua, di Maurizio Maggi e Stefano Vergine
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/chi-vuole-far-soldi-con-lacqua/2150228

Una torta da 64 miliardi. Da spartire tra il gruppo Caltagirone, la famiglia Benetton, gli eredi Gavio, i Pesenti e l’immancabile Ligresti. Senza gare d’appalto. Ecco perché il referendum del 12 giugno fa tanta paura.

Donne e gay, in azienda è meglio
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/donne-e-gay-in-azienda-e-meglio/2150273

Post industriale? Meglio ancora, post maschile. La diversità fa bene all’impresa moderna. Il motore del successo non è solo il maschio eterosessuale che parla di donne e motori e mostra sullo schermo del computer la foto della famigliola perfetta. “Se nelle fabbriche industriali prevalevano mansioni faticose e ripetitive, che richiedevano la forza fisica dei maschi, negli uffici post-industriali dominano attività di tipo intellettuale, nelle quali la personalità e la preparazione delle donne e degli omosessuali risultano spesso superiori a quelle dei maschi”.

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