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AttualitĂ 

Giornalismo 2.0: come 385 bambini morti diventano 250mila

Premessa: è un articolo come migliaia che si trovano sul web, su siti e testate più o meno attendibili o più o meno professionali.
Riporto questo come esempio semplicemente perché è stato l'ultimo che ho avuto modo di leggere e per il quale ho trovato tempo per scriverne.


Il The Post Internazionale ha pubblicato questo articolo, che riporta nel titolo:

250mila bambini uccisi o violentati in Colombia da quando è in vigore la tregua tra governo e Farc

Poi, nel corpo dell'articolo:

Dal 2013 a oggi le ostilità in Colombia hanno annientato la vita di 250mila bambini

Screenshot: 

L'articolo cita come fonte prima un "rapporto dell'Unicef" (nel titolo), poi un "rapporto delle Nazioni Unite" (nel corpo).
Il rapporto è dell'Unicef (e non dell'ONU), è disponibile come articolo qui. Il rapporto integrale può invece essere scaricato da qui.

L'articolo dell'Unicef riporta nel titolo:

Over 250,000 children affected by Colombia conflict since 2013, despite peace talks

Poi, nel corpo:

More than 250,000 children have been affected by the conflict in Colombia since peace talks between the Government and the country’s main armed opposition group (FARC-EP) started three years ago, UNICEF said in a report released today

Screenshot:

Il rapporto dell'Unicef dice che negli ultimi tre anni sono oltre 250mila i bambini che sono stati interessati dal conflitto. Ovviamente con questo si intendono anche semplicemente quei bambini che vivono nella regione interessata dal conflitto o che comunque ne vivono direttamente o indirettamente le conseguenze. Ovvero, per semplificare, 250mila sono i bambini che (in un modo o in un altro) hanno vissuto il conflitto.
I bambini uccisi sono invece 75, quelli feriti 180. I bambini uccisi o feriti da mine o ordigni inesplosi sono 130. I bambini vittime di violenze sessuali sono 180. Non avendo modo di dividere il terzo e il quarto dato ed escludendo quindi soltanto i semplici feriti, possiamo dire che nella peggiore delle ipotesi i bambini uccisi sono massimo 385.


Qualche considerazione.

Chiunque abbia un minimo di informazioni riguardo il conflitto tra governo colombiano e Farc avrà subito riconosciuto come inverosimile quella cifra, visto che trattasi di guerriglia locale e di un conflitto razionalmente circoscritto ad alcune regioni colombiane e soltanto ad alcune attività militari.
Ma, anche se così non fosse, anche se si fosse del tutto all'oscuro dell'argomento: se i bambini uccisi dovessero veramente essere 250mila, si dovrebbe legittimamente stimare che i morti totali dovrebbero allora ammontare ad alcuni milioni (sommando anche giovani, adulti e anziani). Si tratterebbe dunque di una guerra su una scala molto maggiore e che dovrebbe coinvolgere non solo un maggior numero di persone, ma anche un territorio molto più ampio. Ovviamente non c'è notizia di nulla di tutto questo, da momento che non è.

Per dare un'idea: il numero di morti totali in Siria dall'inizio della guerra civile ad oggi viene stimato proprio intorno alle 250mila unità.

Alcune ipotesi:

  • il giornalista ha tradotto male l'articolo dell'Unicef. Probabilmente non ha letto il rapporto completo, che è molto più dettagliato riguardo i dati e che quindi difficilmente avrebbe portato a ripetere lo stesso errore. Ha quindi fatto affidamento a un numero molto limitato di fonti (una sola), evitando persino quelle facilmente e immediatamente accessibili (il rapporto completo);
  • il giornalista probabilmente non sa nulla a riguardo dell'argomento trattato, né si è informato a riguardo prima di pubblicare l'articolo, altrimenti quel dato sarebbe sembrato immediatamente sproporzionato;
  • il giornalista non si è posto nessun dubbio riguardo la validità di quanto stava per pubblicare. Per il motivo già spiegato, non si è domandato se sia possibile che in Colombia sia in corso un conflitto che avrebbe causato la morte di 250mila bambini e quindi, di conseguenza, di milioni di persone.

In alternativa a tutto questo, il giornalista potrebbe essersi limitato a copia-incollare una traduzione già sbagliata, prendendola per buona. Ma - inutile a dirsi - è un'ipotesi ancora peggiore.