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La settimana

La settimana IX

1) L’Europa tiene in ostaggio i profughi a Idomeni
http://www.internazionale.it/reportage/2016/05/06/idomeni-profughi-grecia

Un preciso e approfondito sul campo profughi di Idomeni, comprensivo di foto. Da leggere, assolutamente.

Idomeni è il più grande campo profughi della Grecia, “la Dachau dei nostri giorni”l’ha definita il ministro dell’interno greco Panagiotis Kouroublis. Una distesa di tende lungo la ferrovia al confine con la Macedonia. Dove prima c’era un valico per accedere alla rotta balcanica verso l’Europa occidentale, ora c’è una recinzione pattugliata dai militari; metri e metri di filo spinato.

Da questa parte del confine da circa due mesi vivono accampate dodicimila persone, il 40 per cento di loro sono bambini. Tra gli abitanti del campo ci sono circa seicento donne incinte, secondo Medici senza frontiere. Molte viaggiano da sole con i figli. I mariti sono partiti prima di loro per raggiungere l’Europa, con la promessa di ricorrere ai ricongiungimenti familiari, poi sono rimasti intrappolati nelle maglie della burocrazia europea.

2) Radio Mamoste - teaser

3) 15 Years Fortress Europe
http://15years.morizbuesing.com
Mappa interattiva dei migranti e dei rifugiati morti sulla strada per l'Europa o nel tentativo di rimanere in Europa. A cura di themigrantsfiles.com e UNITED.

4) Kurdistan, da nazione a utopia
http://www.rainews.it/ran24/speciali/2016/kurdistan-da-nazione-a-utopia
Uno speciale sul Kurdistan prodotto da Rai News, molto ricco e nutrito, probabilmente il migliore che io abbia letto per tutti coloro che vogliono approcciarsi a questo argomento.
Tratta la questione con diversi approcci: geo-politico prima, storico poi, socio-politico infine, distinguendo sempre tra le varie regioni curde.
Include una galleria fotografica particolarmente curata e diverse interviste.

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La settimana

La settimana X

1) Pestati e uccisi: così la Turchia accoglie i siriani in fuga
http://ilmanifesto.info/pestati-e-uccisi-cosi-la-turchia-accoglie-i-siriani-in-fuga

Dall’agosto 2015 le frontiere sono ufficialmente chiuse e chi riesce ad entrare lo fa con l’aiuto di trafficanti di uomini o attraversando illegalmente il confine, a rischio della vita: «Mentre i funzionari turchi dicono di accogliere i rifugiati siriani con confini aperti e braccia aperte, le loro guardie di frontiera li uccidono e li picchiano – spiega Gerry Simpson, ricercatore di Hrw – Sparare a uomini, donne e bambini traumatizzati che scappano da un contesto di guerra è orrendo».

E se con una mano Bruxelles copre i crimini dell’alleato turco, dall’altra le forze della coalizione occidentale anti-Isis realizzano il sogno che il presidente turco Erdogan ha nel cassetto da un po’: una zona cuscinetto al confine con la Siria, ovviamente in territorio siriano, con cui tenere alla larga i rifugiati e allo stesso tempo isolare i kurdi di Rojava dal Kurdistan turco.

2) Welcome to Italy
http://www.internazionale.it/video/2016/05/12/hotspot-le-impronte-dei-migranti

Reportage video di Valeria Brigida e Mario Poeta sugli hotspot.

Nati in Italia e in Grecia su pressione di Bruxelles, gli hotspot sono luoghi di detenzione dove la polizia locale insieme a funzionari delle agenzie europee (Europol, Eurojust, Frontex, Easo) ha il compito di trattenere i migranti appena sbarcati per identificarli attraverso il prelievo, anche con l’uso della forza, delle impronte digitali. Gli hotspot dovrebbero servire anche a distinguere e “smistare” i richiedenti asilo dai migranti economici. Al momento in Italia sono cinque: Lampedusa, Pozzallo, Trapani, Porto Empedocle e Taranto.

3) Bufale, ecco perché sono redditizie. E pericolose
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/06/bufale-ecco-perche-sono-redditizie-e-pericolose/2697453

Scrivere e diffondere bufale è redditizio: costi di produzione estremamente bassi ed elevata diffusione dei contenuti permettono discreti profitti grazie ai classici banner pubblicitari.

C’è però un’altra spiegazione. Alcuni siti sono notoriamente legati, più o meno direttamente, a forze politiche che traggono vantaggio nel porsi come alternativa al “sistema delle lobby”. Ma è spesso un’illusione.

4) In Libia cresce un sentimento anti-italiano sui social-network
http://www.tpi.it/mondo/libia/in-libia-cresce-un-sentimento-anti-italiano-sui-social-network

Molto semplicemente, in Libia, soprattutto grazie ai social network, sta circolando una falsa citazione della ministro Pinotti, che sta facendo montare una protesta contro l'Italia.

Giungono da Twitter e Facebook foto con bandiere italiane date alle fiamme e invettive che paragonano l'impegno per la stabilizzazione del paese a nuove imprese di memoria fascista.

5) Un giorno nell’inferno di Aleppo
http://www.internazionale.it/notizie/2016/05/02/aleppo-bombardamenti-foto

Foto reportage da Aleppo, successivamente agli ultimi bombardamenti della città siriana.


Vi lascio con questa vignetta. Ad oggi sono 440 bambini palestinesi detenuti da Israele in regime di detenzione amministrativa (senza accuse, né processo). E il numero più alto dal 2008.

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La settimana

La settimana XI

1) In Medio Oriente ci sono troppe armi
http://www.internazionale.it/video/2016/05/24/medio-oriente-troppe-armi

Video-intervista (dura circa 5 minuti) al professor Robert Springborg del King’s College di Londra a riguardo della quantità di armamenti presenti nel medio-Oriente e nel nord Africa, che ne fanno le regioni più militarizzate al mondo, anche in termini di spesa economica e relativamente ai bilanci dei vari stati.

2) Tutte le bugie delle foto di Instagram
http://www.wired.it/mobile/app/2015/09/18/bugie-foto-di-instagram

Le scelte editoriali contano, eccome. Come sarebbero molte delle foto postate su Instagram senza il taglio ad hoc che le decontestualizza, favorendo il dettaglio? Lo mostra una fotografa di Bangkok, Chompoo Baritone, che ha creato una serie di immagini per spiegare con ironia la selezione che c’è dietro ad ogni scatto pubblicato

3) Sono stato tre anni detenuto in isolamento e vi dico che è tortura
http://www.internazionale.it/video/2016/05/16/isolamento-tortura

Altra video-intervista pubblicata da Internazionale, questa volta a Johnny Perez, che è stato detenuto per tre anni in regime di isolamento. L'ex carcerato ricostruisce la sua esperienza umana per spiegare perché le moderne pratiche di detenzione - specie l'isolamento - non sono utili alla rieducazione e al reinserimento sociale dei detenuti, ma che al contrario sono assolutamente nocive in questo senso.

4) Still The Most Shocking Second A Day

Video prodotto dall'agenzia Don't panic per la compagna di Save the children sul dramma dei migranti. Mostra il time-lapse di una bambina britannica che dalla normalità di una “vita occidentale” passa ad un improvviso stato di guerra. Ne era stato prodotto un precedente nel 2014 (che trovate qui e che ha raggiunto 54 milioni di visualizzazioni) ed entrambi sono finalizzati a raccogliere donazioni.

5) Ricordando la strage di Capaci faccia a faccia con Salvatore Borsellino
http://www.tpi.it/mondo/italia/strage-capaci-falcone-borsellino-intrevista-fratello-salvatore-borsellino

Giulio Gambino ha incontrato il fratello di Paolo Borsellino, il giudice anti-Mafia ammazzato a luglio del 1992, e gli ha chiesto a che punto è la la lotta a Cosa Nostra

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La settimana

La settimana XII

1) Il drone che cattura dall'alto le disuguaglianze del Sudafrica
http://www.tpi.it/mondo/sudafrica/drone-foto-disuguaglianze-sudafrica

Il fotografo Johnny Miller ha utilizzato un drone per dimostrare le differenze tra classi sociali, che si riflettono sulla geografia delle città sudafricane

2) Aleppo non verrà salvata
http://www.globalproject.info/it/mondi/aleppo-non-verra-salvata/20282

Una riflessione su Aleppo. L'autore parte paragonando l'attuale guerra in corso nella città siriana con quella del Kosovo del 1998 contro la Serbia e Milosevic. Con una notevole differenza: allora la potenze occidentali cercavano ogni pretesto possibile per intervenire e quindi entrare in guerra; oggi, invece, cercano in ogni modo di restare estranee rispetto al conflitto siriano, nonostante tutti gli interessi (personali dei vari paesi) spesi verso quella regione del medio-Oriente.

3) Le macerie della Siria
http://www.internazionale.it/foto/2016/09/13/siria-guerra-tregua-foto

Fotogallery. Le foto sono state scattate tra il 5 e l’11 settembre 2016 in Siria.

4) Un Medio Oriente in «comune»
http://ilmanifesto.info/un-medio-oriente-in-comune

Intervista a Ozlem Tanrikulu, presidentessa di Uiki: «Il modello di confederalismo di Rojava può andare oltre i confini kurdi, una democrazia popolare fondata su assemblee di strada, villaggio, città. Oltre gli Stati e il potere». Dalla teoria di Ocalan alla pratica: società multietniche basate su uguaglianza di genere ed ecologia.

5) Un'altra Europa è impossibile
http://sollevazione.blogspot.it/2016/08/unaltra-europa-e-impossibile-di-sergio.html

Il problema europeo è legato alla crisi della democrazia, all’anti-politica, alla diffusa disaffezione, se non aperta ostilità di gran parte della popolazione ai meccanismi della rappresentanza e della mediazione politica. In termini più accademici questa è definita la crisi della democrazia. Questa disaffezione si traduce nell’idea che la politica sia tutta uguale, destra e sinistra, e che i politici siano tutti disonesti. Alla base di questa disaffezione, e in fondo anche alla base della pochezza progettuale ed etica dei politici, v’è la sostanziale impotenza della politica nazionale ad affrontare piccoli e grandi problemi, una volta privata delle leve della politica economica, e in particolare della sovranità monetaria, improvvidamente cedute a istanze sovranazionali dominate dalle potenze europee più forti. Questo spiega dunque molte cose.

6) Alto 4 metri e lungo un chilometro, il nuovo muro antimigranti è a Calais
https://www.left.it/2016/09/08/alto-4-metri-e-lungo-un-chilometro-il-nuovo-muro-antimigranti-e-a-calais

Alto 4 metri e lungo un chilometro, il nuovo muro antimigranti d’Europa è a Calais. Lo costruirà la Gran Bretagna per impedire che i migranti passino dal confine con la Francia. [...]La barriera sarà innalzata prima che il 2016 finisca e, per farlo, i lavori partiranno già in settembre e costeranno 2,7 milioni di euro, già finanziati dal governo di Londra in accordo con la Francia di François Hollande

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La settimana

La settimana XIII

1) Come cambierà il Medio Oriente con Trump alla Casa Bianca
http://www.internazionale.it/opinione/juan-cole/2016/11/15/trump-medio-oriente

La vittoria di Donald Trump alle presidenziali del 2016 non ha solo implicazioni nazionali. Il Medio Oriente è stato un punto fondamentale della strategia politica degli Stati Uniti nel periodo successivo alla guerra fredda. [...] Che impatto avranno, adesso, le politiche di Trump sulla regione?

2) Afghanistan, schiaffo dell’Aja alla guerra sporca americana
http://ilmanifesto.info/afghanistan-schiaffo-dellaja-alla-guerra-sporca-americana/

Il testo del rapporto dice che l’indagine per crimini di guerra riguarda «tortura e relativi maltrattamenti da parte delle forze militari degli Stati Uniti schierate in Afghanistan e in centri di detenzione segreti gestiti dalla Central Intelligence Agency, principalmente nel periodo 2003-2004, anche se presumibilmente sarebbero continuati, in alcuni casi, sino al 2014». [...] Il documento chiarisce che «questi presunti crimini non sono stati abusi di pochi individui isolati. Piuttosto, sembrano siano stati commessi nell’ambito di tecniche d’interrogatorio approvate, nel tentativo di estrarre informazioni dai detenuti… L’Ufficio ritiene che vi sia una base ragionevole per credere che questi presunti crimini siano stati commessi a sostegno di una politica o di politiche volte a ottenere informazioni attraverso l’uso di tecniche di interrogatorio che coinvolgono metodi crudeli volti a sostenere gli obiettivi degli Stati uniti nel conflitto in Afghanistan».

3) Non sta nascendo un nuovo Iran
http://www.iltascabile.com/societa/iran-e-nucleare/

L’accordo sul nucleare non è la soluzione per problemi strutturali come questo. Il boom demografico dovrebbe accompagnare quello economico promesso dalla fine delle sanzioni. Difficilmente potrà precederlo senza che le condizioni di vita peggiorino. Rouhani sta per terminare il suo mandato e il giudizio degli iraniani alle elezioni di maggio 2017 potrebbe essere duro, proprio perché constatano, ogni giorno, che non sta cambiando poi molto. Il governo ha abbattuto l’inflazione che ora è al 12% ma il potere d’acquisto resta uguale. Arrivano prodotti che prima circolavano solo sul mercato nero, come alcune medicine, ma sono troppo cari. La disoccupazione sale e riguarda ufficialmente 2,5 milioni di persone, ma una stima del centro ricerche del parlamento alza la cifra a un esorbitante 6,5 milioni contando anche chi è sottoccupato e chi non sta più cercando lavoro.

4) Leonard e Fabrizio, quelle linee parallele percorse dai grandi poeti a volte si incontrano
http://www.huffingtonpost.it/dori-ghezzi/leonard-e-fabrizio-quelle-linee-parallele-percorse-dai-grandi-poeti-a-volte-si-incontrano_b_12913500.html

Di Cohen Fabrizio ha inciso "Suzanne", "Giovanna d'Arco"e "Nancy", tre canzoni-capolavoro dedicate alle donne, un sentimento, e un punto di vista, che li hanno accomunati da subito. Avevano, verso le donne, lo stesso amore e lo stesso rispetto. Potremmo quasi dire una debolezza (tutt'altro che passiva) di cui nessuno dei due si sarebbe mai sognato di vergognarsi. Erano, viceversa, piuttosto inclini a teorizzarla. Solo qualche tempo dopo abbiamo saputo che Cohen quelle versioni italiane le aveva apprezzate enormemente, che se ne sentiva rappresentato in pieno, non solo per i testi, così liberi e pur così fedeli, ma anche per l'affinità emotiva di quelle loro due voci avvolgenti.

5) Economia decente
http://www.ilpost.it/francescomaggio/2016/10/28/economia-decente/

È sempre la solita solfa. Purtroppo. I ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri e chi sta in mezzo di solito va presto a fare compagnia ai secondi.
Anche stavolta non c’è stato scampo. Anche l’ultima infinita crisi economica scoppiata nel 2007 negli Stati Uniti e poi propagatasi nel mondo intero non ha fatto altro che confermare la vecchia, spietata regola secondo la quale quando le cose vanno male quelli che già arrancano cascano in peggio, chi sta in bilico spesso li segue mentre chi se la passa bene finisce poi per stare ancora meglio.

Quanto al nostro Paese è sufficiente sottolineare che il patrimonio delle 10 famiglie più ricche è uguale al patrimonio dei 20 milioni di italiani più poveri, che nelle disponibilità del 10% degli italiani si concentra quasi il 50% della ricchezza nazionale, in quelle dell’1% il 23,4% e che l’evasione fiscale è così diffusa che meno del 2% degli italiani dichiara più di 100mila euro all’anno e solo lo 0,1% più di 300mila euro.

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La settimana

La settimana XIV

1) In Iran tornerà in edicola la prima rivista femminista
http://www.tpi.it/mondo/iran/rivista-femminista-zanan-torna-edicola-gennaio-iran

Nel novembre scorso è stata diffusa via Telegram - il canale d'informazione più usato in Iran - la notizia della riapertura della rivista Zanan, che tornerà nelle edicole iraniane a gennaio. 
Zanan (donna, in persiano) è l'unica rivista femminista pubblicata in Iran che si è sempre occupata di inchieste e tematiche come la prostituzione, il divorzio, i sempre più diffusi casi di Aids, di abusi domestici e la tutela di minori.
[...] La sua attività editoriale è cessata in base all'accusa di aver diffuso “una versione pessimistica della situazione delle donne in Iran.

2) Schiavitù, ieri e oggi. Una parola antica, un’omertà moderna
http://www.lifegate.it/persone/news/schiavitu-moderna

Al mondo, su mille persone, tre sono schiave. Dai 20 ai 45 milioni di persone a seconda delle (tristi) stime. I tre quinti di sesso femminile, i due quinti maschi. Oltre un quarto sono minori: in tutto il mondo da 6 a 10 milioni di bambine e bambini sono costretti ai lavori forzati, vittime dei traffici sessuali o segregati come sguatteri.

L’International Labour Organization stima che i lavori forzati generino proventi illeciti per 150 miliardi di dollari l’anno: è la seconda fonte di profitto della criminalità organizzata, dopo le droghe.

3) Ad Aleppo tutti aspettano solo il proprio turno di morire
http://www.tpi.it/mondo/siria/aleppo-est-testimonianza-mannocchi

“Centinaia di uomini tra i trenta e i cinquant’anni sono scomparsi”, dice Monther. “Io ho perso quattro dei miei amici negli ultimi due giorni, che avevano deciso di scappare e di cui si sono perse le tracce. Il regime sa chi siamo e farà di noi quello che faceva prima della rivoluzione, quello che ha continuato a fare durante la guerra. Portarci in carcere. Torturarci. Ucciderci”.

4) Sogno un’Europa che faccia qualcosa per Aleppo
http://www.internazionale.it/opinione/bernard-guetta/2016/12/07/siria-aleppo-merkel-hollande

Come la politica, anche la diplomazia ci impone di vedere al di là del presente, di pensare a lungo termine. Bashar al Assad e i suoi alleati conquisteranno Aleppo, ma cosa se ne faranno di questa vittoria? Come intendono ricostruire la Siria? Come faranno a stabilizzare un paese in cui il 60 per cento della popolazione è sunnita mentre il regime proviene da un ramo dello sciismo, in un momento in cui le due correnti dell’islam sono impegnate in una guerra di influenza regionale che potrebbe presto trasformarsi in una guerra dei cent’anni?

5) Giovani vite spezzate dal regime dei confini
http://www.meltingpot.org/Giovani-vite-spezzate-dal-regime-dei-confini.html#.WFJJa_HhCis

Queste morti erano ampiamente annunciate e non vanno considerate come degli incidenti o delle tragiche fatalità. Il regime del confine produce tra i suoi effetti proprio questi eventi drammatici. 
La disumanizzazione della vita è oggi racchiusa tra muri di confini porosi, militarizzazione delle stazioni ferroviarie, pattugliamenti serrati nei treni a caccia del profugo, attentati ai luoghi dell’accoglienza, pervicace controllo burocratico di tutti coloro che non possono risiedere in una delle più ricche province d’Europa.
Tutto questo condito da una società che si è drammaticamente abituata alla morte "dell’altro", a considerare questi eventi come ineluttabili, ma che, allo stesso tempo, nega lo spostamento di esseri umani, baluardo, in altri periodi storici, di assimilazione e costruzione del diverso.

6) 26 Before-and-After Pics Reveal What War Has Done to Syria
http://petapixel.com/2016/08/02/26-photos-show-war-changed-syria/

26 foto di Aleppo prima della guerra e di Aleppo oggi, scattate dal ristorante Olympia.

C'è un album su Facebook che riporta questi e altri scatti, per un totale di 133 foto.

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La settimana

La settimana XV

1) Cos’è cambiato nel 2016 per i migranti in Italia e in Europa
http://www.internazionale.it/opinione/annalisa-camilli/2016/12/29/migranti-europa-italia-2016

Se il 2015 è stato l’anno del motto refugees welcome (benvenuti rifugiati) rivolto dai cittadini europei, da Lesbo a Berlino, al milione di profughi arrivati nel continente sopratutto dalla Siria, il 2016 è stato l’anno del ripristino dei controlli alle frontiere interne, della costruzione dei muri, degli accordi di rimpatrio, del record di morti nel Mediterraneo e della militarizzazione dei confini.

2) La guerra di Netanyahu contro il mondo e il tentativo del mondo di salvare Israele
http://www.huffingtonpost.it/eric-salerno/la-guerra-di-netanyahu-contro-il-mondo-e-il-tentativo-del-mondo-di-salvare-israele_b_13859892.html

La decisione del presidente uscente Barack Obama di non porre il veto alla risoluzione dell'Onu sull'illegalità degli insediamenti ha scatenato Netanyahu che soltanto poche settimane fa era stato costretto a ringraziare la Casa Bianca per il rinnovo (e l'ampliamento in termini non solo economici) dell'assistenza militare americano a Israele. [...] 

Se Israele avesse rispettato anche uno solo delle risoluzioni dell'Onu sugli insediamenti nei territori occupati non si sarebbe mai arrivato a una situazione in cui l'idea stessa di uno stato palestinese indipendente accanto a Israele sta svanendo. 

3) Perché tutti scappano dall’Eritrea
http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-06-16/perche-tutti-scappano-dall-eritrea-131314.shtml

Articolo a cura de Il Sole 24 ore che illustra approfonditamente la situazione politica-economica dell'Eritrea e le motivazioni che spingono molti dei suoi cittadini ad abbandonare il proprio paese.

4) Aleppo: ciò che è necessario sapere per prendere posizione
http://www.infoaut.org/index.php/blog/prima-pagina/item/18008-aleppo-necessario-posizione

Uno dei pochi articoli, tra quelli che sono riuscito a reperire sul web, capace di ricostruire con esattezza quanto è accaduto sin qui ad Aleppo.

(e tanti auguri di buone feste anche a voi!)

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La settimana

La settimana XVI

1) Abbandonati e senza soldi, in Serbia i migranti minorenni si prostituiscono per sopravvivere
http://minoristranierinonaccompagnati.blogspot.it/2017/02/abbandonati-e-senza-soldi-in-serbia-i.html

Avvolti nelle coperte grigie, molti minori migranti, alcuni di 10 anni di età, si riscaldano con alcuni fuochi accesi in un grande capannone abbandonato vicino alla principale stazione ferroviaria di Belgrado, in Serbia. Affamati, indigenti e infreddoliti, ricevono spesso visite da uomini serbi che offrono soldi in cambio di prestazioni sessuali.

2) I “fascicoli di Assad” e la tortura di stato in Siria
http://www.thezeppelin.org/file-assad-gli-ordini-dei-crimini-guerra-portano-la-firma-del-presidente-siriano

Una lunga inchiesta della rivista statunitense The New Yorker svela il lavoro della Commission for International Justice and Accountability, che ha raccolto 600.000 documenti originali, trafugati dagli uffici di Damasco, tra cui per la prima volta emergono gli ordini ufficiali di torture ed esecuzioni di massa firmati dalle più alte cariche del governo siriano, compreso il Presidente al-Assad.

3) Perché i millennial si sentono così soli
http://www.tpi.it/mondo/stati-uniti/perche-millennial-soli

Alcuni studi evidenziano che gli appartenenti alla generazione nata tra metà anni Ottanta e fine anni Novanta avvertono la solitudine più delle generazioni precedenti

4) Siria. Parla Mazen, torturato nelle carceri di Assad: “Morii dentro quando mi fecero urinare sui cadaveri ammassati in bagno”
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/03/siria-parla-mazen-torturato-nelle-carceri-di-assad-morii-dentro-quando-mi-fecero-urinare-sui-cadaveri-ammassati-in-bagno/3426978

“Mi chiese di urinare sui cadaveri ammassati nel bagno”. Mazen AlHummada, nato quarant’anni fa a Dar Al Zour, città siriana al confine con l’Iraq, ha lo sguardo fisso mentre ricorda la sua prigionia nella carcere siriana del Mezzeh, a Damasco. “Quando vidi la faccia del mio torturatore contro la mia che mi chiedeva di compiere quel gesto, provai una paura indescrivibile. Mi pietrificai. Poi, cominciò a girarmi la testa. Perché Dio mi lasciava ancora in vita: non potevo anch’io morire e venir gettato in un bagno come quei corpi?”.

5) Perché “Amore che vieni, amore che vai” di De André è da considerarsi poesia
http://libreriamo.it/libri/perche-amore-vieni-amore-vai-de-andre-considerarsi-poesia

L’amore è un sentimento controverso, sfaccettato, contraddittorio, sconvolgente e universale. Un sentimento che ha fatto parlare di sé scrittori, pittori, scultori, attori, sceneggiatori e anche grandi poeti, come Fabrizio De André. Come ha ricordato l’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan, la grande musica cantautoriale ha dimostrato molto spesso che il confine tra alcune canzoni e la poesia è sottilissimo, se non inesistente. Dopo “Hallelujah” di Leonard Cohen e “Blowin’ in the wind” di Bob Dylan, è l’ora di cercare di spiegare perché anche le canzoni di Fabrizio De André sono da considerarsi poesia. Per farlo abbiamo deciso di parlare di “Amore che vieni amore che vai”.


Per quanto possa sembrare incredibile, la parte gialla della mappa - realizzata dal sit Metrocosm - ospita esattamente la metà della popolazione mondiale.

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La settimana

La settimana XVII

1) Non vogliono addormentarsi per paura di morire e non parlano più. In Siria un bambino su 4 avrà problemi mentali
https://left.it/2017/03/07/non-vogliono-addormentarsi-per-paura-di-morire-e-non-parlano-piu-in-siria-un-bambino-su-4-avra-problemi-mentali

Hanno conosciuto solo la guerra. Hanno 6 anni e non hanno vissuto altro. Niente infanzia, niente, spensieratezza, niente sicurezza né protezione. E sono 3,7 milioni. Sono i bambini della Siria nati negli ultimi 6 anni, ovvero da quando è iniziato il conflitto che sta devastando il Paese. Secondo l’allarme lanciato dalla organizzazione umanitaria Save the Children, sono 5,8 milioni i bambini che vivono ancora sotto i bombardamenti e hanno bisogno di aiuti. Di questi, un bimbo su quattro rischia conseguenze devastanti sulla salute mentale.

2) Sono un'imprenditrice, giovane e nera, e ho recuperato le terre che voi italiani avete abbandonato
http://www.tpi.it/mondo/italia/agitu-idea-gudeta-imprenditrice-trentino-capre-etiopia

Agitu è un'imprenditrice di successo. Vive in Trentino dal 2010, anno in cui è partita dall'Etiopia per trasferirsi nel nostro paese. Ha avviato un’impresa per l’allevamento delle capre e la produzione di formaggi biologici ed è considerata tra i produttori di eccellenza nella provincia di Trento.

3) Viaggio nella guerra dimenticata dello Yemen: dentro gli ospedali, tra gli eroi di tutti i giorni
http://www.tpi.it/mondo/yemen/yemen-negli-ospedali-tra-gli-eroi-del-quotidiano

La terza tappa del percorso di Laura Silvia Battaglia in Yemen, dove la guerra tra houthi e lealisti ha provocato la morte di quasi 10mila persone secondo i dati Onu

[segue a prima e seconda puntata]

4) Da Nuova Delhi a Roma senza mai prendere aerei
http://www.tpi.it/mondo/nepal/da-nuova-delhi-a-roma-senza-mai-prendere-aerei

Ispirato dal libro Un indovino mi disse di Tiziano Terzani, il fotografo italiano Igor Mozzilli ha deciso di intraprendere un'avventura di 235 giorni di viaggio che l'ha condotto da Nuova Delhi fino a Roma senza mai prendere aerei.

Dall'India al Nepal, attraversando il sudest asiatico e la Cina, per poi attraversare la Mongolia e salire a bordo della Transmongolica e della Transiberiana per giungere fino alle montagne degli Svaneti in Georgia. Poi l’Armenia, la Turchia e l’Europa dell’Est e infine Roma.


Un ottimo video, guardatelo, non è semplice sintetizzare concetti così complessi, e questo video ci riesce.

La meritocrazia è soltanto una truffa, adottata dalle destre e da una certa sinistra, venduta come uno strumento per abbattere discriminazioni e privilegi, ma che in realtà serve soltanto a lasciare immutate tutte le profonde differenze che già caratterizzano la nostra società.
Ed è una truffa ben congegnata, perché sempre più spesso trova approvazione tra le sue vittime, che poi diventano i suoi primi sostenitori.

Per cui se un giorno ci sentiamo dire «basta premiare il "figlio di...", da oggi premieremo in base ai voti conseguiti, al tempo impiegato per conseguirli, alla qualità degli istituti dove sono stati conseguiti» chi è svantaggiato sarà portato ingenuamente ad esultare, perché penserà che finalmente avrà la possibilità di competere, cosa che prima gli era del tutto negata.
Ma sarà una competizione falsata e che già prima del suo inizio - si sa - verrà vinta proprio da "il figlio di...", perché se anche il punto di partenza fosse lo stesso, gli strumenti che alcuni dispongono a dispetto di altri porterà inevitabilmente a un risultato predeterminato, che continuerà a premiare gli stessi di sempre.

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La settimana

La settimana XVIII

1) La scottante verità di Ilaria Alpi
https://ilmanifesto.it/la-scottante-verita-di-ilaria-alpi

La docufiction «Ilaria Alpi – L’ultimo viaggio» (visibile sul sito di Rai Tre) getta luce, soprattutto grazie a prove scoperte dal giornalista Luigi Grimaldi, sull’omicidio della giornalista e del suo operatore Miran Hrovatin il 20 marzo 1994 a Mogadiscio. Furono assassinati, in un agguato organizzato dalla Cia con l’aiuto di Gladio e servizi segreti italiani, perché avevano scoperto un traffico di armi gestito dalla Cia attraverso la flotta della società Schifco, donata dalla Cooperazione italiana alla Somalia ufficialmente per la pesca.

2) Marion, la clown senza frontiere che porta una risata ai bambini rifugiati
http://www.globalist.it/world/articolo/211670/marion-la-clown-senza-frontiere-che-porta-una-risata-ai-bambini-rifugiati.html

La missione dei Clowns without borders è offrire gioia e divertimento per alleviare le sofferenze di tutte le persone, e in particolare dei bambini, che vivono in aree di crisi, compresi campi profughi, zone di conflitto e territori in situazione di emergenza. Basata in Spagna, l’organizzazione ha 14 sezioni in tutto il mondo: Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Spagna, Svezia, Sudafrica, Regno Unito, Stati Uniti. “Vogliamo farli ridere, vogliamo  che siano i nostri bambini, anche se solo per un’ora o due. Lavoriamo su quel livello, siamo innocenti, proprio come loro”.

3) Dentro il mattatoio di Assad, tra stupro come tecnica di tortura e medici carnefici
http://www.tpi.it/mondo/siria/mattatoio-assad-stupro-tortura-medici-carnefici

Secondo il Syrian Network for Human rights il 99 per cento delle vittime di tortura in Siria sarebbe caduto per mano delle forze del regime, mentre lo 0,36 per cento per cento per mano dei gruppi estremisti. Nel World Report 2017 (events of 2016) l’ong Humar Rights Watch denuncia oltre 12mila vittime uccise sotto tortura tra marzo 2011 e giugno 2016.

4) Lavorare tanto, guadagnare zero: l’incubo di una generazione
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/18/lavorare-tanto-guadagnare-zero-lincubo-di-una-generazione/3458410/

Siamo diventati anche noi dipendenti di aziende o, molto più spesso che in passato, liberi professionisti, free lance in ogni settore. Niente di più falso dunque che affermare che il lavoro sia finito. No il lavoro c’è, ma non è retribuito. Oggi le nostre giornate di lavoro sono lunghissime. Cominciano la mattina presto, finiscono tardi, quando finiamo di rispondere agli ultimi messaggi o sistemare le ultime cose. Nel frattempo si è moltiplicato il lavoro sui social media, strumento fondamentale per promuovere tutto ciò che facciamo. Così siamo sempre incastrati al telefono, andiamo a prendere i nostri figli parlando e organizzando incontri, cuciniamo scrivendo mail, e ancora a letto lavoriamo e lavoriamo.

5) L'attesa delle detenute minorenni condannate a morte in Iran
https://www.lensculture.com/sadegh-souri?modal=true&modal_type=project&modal_project_id=188688

La giustizia iraniana può condannare a morte una donna a partire dai 9 anni di età. L'esecuzione avviene comunque al compimento del diciottesimo anno di età. Il foto-reportage di Sadegh Souri, vincitore del Visual Storytelling Awards 2015, documenta le condizioni delle bambine e delle ragazze detenute nelle carceri iraniane in attesa della loro esecuzione capitale.