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La settimana

La settimana VII

1) Condanne a morte ed esecuzioni nel 2015
Qui trovate l'interessante rapporto di Amnesty International, mentre qui c'è un'analisi del Post Internazionale.

Questo è invece un grafico interattivo: vi basta passarci sopra il mouse per visualizzare i dati.

Era dal 1989 che non veniva emesso un numero così alto di condanne a morte come nel 2015. Lo rivela il nuovo rapporto di Amnesty International sulla pena di morte, pubblicato il 6 aprile 2016. “Il 2015 è stato l’anno degli estremi: da un lato il più alto numero di esecuzioni in 25 anni, dall’altro per la prima volta il numero dei paesi abolizionisti supera quota cento”

Nel 2015 sono stati tre i paesi che da soli hanno eseguito quasi il 90 per cento delle pene capitali: l’Iran, il Pakistan e l’Arabia Saudita, rispettivamente 977, 326 e 158. Negli Stati Uniti sono state 28 le condanne a morte.  

2) Vado a lavorare in un campo profughi, Katsika
http://www.distantisaluti.com/vado-a-lavorare-in-un-campo-profughi-katsika
L'iniziativa di Giovanni Fontana, che questa settimana partirà per il campo profughi di  Katsika, in Grecia.

3) Criticare l’occupazione israeliana non vuol dire essere antisemita
http://www.internazionale.it/opinione/rami-khouri/2016/04/07/occupazione-israeliana-antisemitismo

L’antisionismo è un antisemitismo mascherato? Quand’è che la critica verso Israele diventa intolleranza? Criticare lo stato ebraico equivale a criticare gli ebrei?
Lasciando da parte il fatto che le domande si concentrano sui sentimenti israeliani invece di cercare un punto di vista equidistante tra le diverse posizioni, mi sembra comunque un fatto notevole perché, negli annali del conflitto israelopalestinese e più in generale araboisraeliano, la critica aperta e decisa delle azioni d’Israele contro i palestinesi è diventata una questione molto delicata e le contromisure adottate, pilotate da Israele, sono state usate per minimizzare tali critiche.

4) Raccontare la guerra da freelance
Il video, prodotto per l'International journalism festival, racconta cosa significhi essere un freelance in zone di conflitto. Dura circa un'oretta e mezza ed è in italiano.

5) I corridoi umanitari modello per l’Europa
http://ilmanifesto.info/i-corridoi-umanitari-modello-per-leuropa

Lo stesso giorno in cui in Grecia cominciano i rimpatri forzati dei migranti verso la Turchia, a Roma tre organizzazioni religiose, Comunità Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche e la Tavola Valdese, mostrano un’altra faccia dell’Europa, quella di chi alla repressione e alla esternalizzazione delle frontiere in un paese che non garantisce il rispetto dei diritto umani preferisce mostrarsi solidale e capace di strappare davvero i migranti alle organizzazioni criminali